Glossario
Un elenco di alcuni termini sovente utilizzati su OCG con relativa goliardica (a volte) spiegazione.
Emulatore: (inteso come “software di emulazione”) trattasi di un programma in grado di eseguire un software sviluppato per un hardware “x” su di un hardware “y”. Un gioco per SEGA Master System ad esempio non potrebbe mai funzionare su di un PC con Windows o GNU/Linux a meno che venga eseguito all’interno di un emulatore. L’ostacolo che si pone in un secondo tempo riguarda “il mezzo” perché il software venga eseguito. Pur avendo un emulatore di SEGA Master System su PC chiaramente non è possibile inserire fisicamente la cartuccia nel sistema emulante. Per questa ragione spesso si ovvia al problema replicando (copiando, “dumpando”) il supporto originale in modo che possa essere eseguito dall’emulatore.
Retrogaming: tutto ciò (persone, movimenti, iniziative ecc) che è legato in qualche modo ai videogiochi di vecchia data. Normalmente chi si dedica al retrogaming (singola persona o gruppo di persone) inizia recuperando i videogiochi che han segnato la propria fanciullezza (o adolescenza in taluni casi) per poi ritrovarsi inevitabilmente nel giro di poco tempo a far le 2 su eBay e ad analizzare con il microscopio elettronico a scansione i pixel delle nuvole e delle siepi di Super Mario Bros.
Salvo poi scoprire che sono la stessa cosa ma con colori diversi.
Shareware: è un tipo di licenza caduto alquanto in disuso in ambito videoludico poiché oggi le maggiori software house rilasciano solitamente semplici “demo” dei loro prodotti in uscita. I software shareware possono essere ridistribuiti (ma non modificati, sono di fatto closed source) e utilizzati con i limiti imposti dalla software house stessa; tali limiti solitamente vengono inseriti con il preciso scopo di indurre l’utente ad acquistare la versione completa del software in questione. Le limitazioni possono essere di diversa natura e solitamente in ambito videoludico consistono nel presentare una versione del gioco incompleta, perfettamente funzionante e del tutto simile alla versione finale ma con un numero limitato di capitoli o livelli. A differenza delle odierne “demo”, i giochi shareware si presentavano però come “maggiormente giocabili”, con interi capitoli e solitamente senza limiti di tempo. Nel campo delle applicazioni invece la licenza shareware prevedeva limiti diversi; i software potevano essere utilizzati come nelle versioni complete ma limitando il salvataggio dei files o il periodo di utilizzo del software stesso (di solito 30gg). Altre strategie consistono ad esempio nell’inserire nag screen che rammentano ad ogni utilizzo di acquistare la versione completa (es: mIRC).