La violenza videoludica è stata al centro di diverse discussioni negli ultimi tempi. Censure, manovre apocalittiche e ancora censure. Tutto questo per evitare di analizzare un problema più complesso. Le vicende frivole degli ultimi giorni però offrono un interessante spunto di riflessione…

Sicuramente avrete letto dello “scandalo sedia elettrica” nel Luna Park dell’ idroscalo nel milanese.

http://www.parmaok.it/parmaok/cronaca/milano_sediaelettrica_luna_park_323070825.html

C’è chi grida stile moglie del reverendo Lovejoy (i bambini, nessuno pensa ai bambini ?) e chi ci ride sopra.

A me francamente la prima cosa che è venuta in mente è: non siamo americani.

Voglio dire, loro hanno la pena di morte che funge sia da mezzo di controllo sociale (o così dovrebbe), sia da strumento per sollazzare la piazza o almeno parte di essa in maniera non dissimile da quanto avveniva secoli fa. Il boia alzava la scure e tutto il popolino guardava inorridito (e compiaciuto). E’ dunque normale che certa robetta abbia il suo pubblico tra gli yankee.

Non siamo americani vuol dire che noi non dovremmo trovare tale oggetto così sollazzante.

Non sto qui a gridare allo scandalo, non mi schiero dalla parte del Moige un po’ perché non sono un genitore, un po’ perché se lo fossi e accompagnassi mio figlio al tunnell dell’orrore che esiste da decenni, non sarei forse migliore.

Non dovremmo trovarlo un trastullo perché in fondo è una “simulazione di morte”. Si mette una moneta e il manichino soffre (per finta) per divertire i passanti. Noi che la pena di morte la ripudiamo sia per natura, sia per Costituzione, anche se dopo il 22 Luglio è diventato un banale rotolo di carta igienica (ma questa è un’altra nauseante storia) non dovremmo trovarla divertente. Certamente per molti di noi è inutile ma il numero di monetine e quello di curiosi che si fermano parlano da soli. In più considerate che attualmente si trova solo in quel posto e su youtube il video in questione ha uno “share” che supera le mentos nella cola e lo spara-patate.

Nonostante ciò tante persone vanno lì per vedere questa curiosa attrazione. Studio Aperto (che per chi non lo sapesse è una video rubrica di approfondimento di Novella 2000) addirittura conclude con parole pesanti; abituarsi alla morte è l’ultima barbarie.

Dico la mia. E’ vero, un certo ribrezzo lo provoca. Voglio dire, lo so è solo un manichino eppure l’idea che si possa trovare sollazzante vedere una “simulazione di morte” mi disturba.

Eppure sono il primo ad infilare una moneta nel videogioco splatter del momento.

Perché ? Perché tanta (apparente) incoerenza ? Come si può amare (o almeno apprezzare) la violenza in un videogioco e ripudiarla in un Luna Park ? Perché il manichini ad 1euro mi fa sentire reazionario mentre il gioco in cui impallino o decapito l’avversario no ?

Come al solito “gli esperti”, gli psico-pedo-cosi che hanno studiato 5 anni per prendere quel pezzo di carta sono convinti della malvagità di entrambi i mezzi, eppure noi videogiocatori no.

Perché anche per (alcuni?) psico-pedo-cosi che han studiato 5 anni la mente umana, nel 2008 è così difficile distinguere tra violenza simulata e violenza gratuita ?

Perché i TG, le associazioni culturali e dei genitori non ci arrivano a capirlo ? Sarebbe invece l’occasione giusta per chiarire la situazione.

Un uomo in una sedia elettrica che frigge per 1euro è violenza fine a se stessa. Non è parte della trama di un film, né di un frammento videoludico. E’ solo violenza gratuita spiattellata a prezzi popolari. Si dirà che è colpa dei videogiochi… già, quei sub-prodotti sub-culturali che inseriscono scene di violenza perché in quel contesto ha un senso, perché in certi casi ci deve essere, perché se ti sparo non è possibile che non esca sangue o esca ma con una scala cromatica bizzarra.

Certo le eccezioni esistono ma per fortuna Thrill Kill non ha partorito così tanti figli…